Vesti il rispetto

Per chi lavoriamo: PERSONE non clienti!

 

Stalla nel mese di gennaio...la neve.

Stalla nel mese di gennaio…la neve.

Le giornate di gennaio sono decisamente rigide e il lavoro al pascolo non manca, basti pensare solo al portare l’ acqua con le taniche visto che la sorgente è ghiacciata. Dopo il pascolo c’ è la raccolta delle cortecce dagli alberi segnati o abbattuti che diventeranno colori favolosi… immancabilmente cade nei miei cesti qualche simpatico rametto che, dopo molti mesi, diventerà un simpatico set di bottoni realizzati a mano. La sera rallegra, rincuora e riscalda il calore della stufa a legna che emana quel colore aranciato che riempie lo spirito di tante e buone aspettative per il nuovo anno, aspettative che non sono enormi ma semplici e mirate alla tranquillità e alla serenità. Come anticipato a novembre dal mese prossimo inizierà su questo blog la descrizione di una fibra tessile al mese, ce n’ è un bisogno disperato poiché l’ ignoranza in campo tessile regna sovrana anche nei blog che parlano di… tessile! Non parliamo nella vita reale dove, allegramente inconsapevoli, si compera viscosa spacciata per lino o per canapa, allo tibetano spacciato per ortica, viscosa di bambù per filato di puro bambù. Purtroppo l’ ignoranza è enorme e, sempre purtroppo, informarsi pare che costi fatica! Basti pensare al fatto che si usa lana di alpaca senza sapere di che animale sia… cito solo tre definizioni su non so quante di questo animale che ho sentito da persone adulte: “animale tipico della fauna alpina”, “razza di pecora”, “una razza di cane”… e parliamo di alpaca, ovvero di un filato che si usa normalmente!

Tornando a gennaio. Ho cercato un argomento interessante di cui parlare e mi è venuta in mente la domanda rivoltami lo scorso mese da una giornalista durante un’ intervista in seguito all’ intervento tenuto durante “la Stoffa delle Artiste”.

La cronista mi chiedeva chi è il cliente tipo di Vestire Biologico o di Filati Biologici.

Indubbiamente non sono “clienti” ma sono persone che sanno riconoscere e apprezzare il fatto che:

– i miei prodotti non sono “cose” realizzate in serie ma creazioni, dal semplice filato alla maglieria, per cui sono persone che non seguono quello che indossa la massa ma persone con gusti orientati alla durevolezza nel tempo piuttosto che ai dettami effimeri e passeggeri della moda che standardizza e rende tutti uguali, sono persone con grande unicità e personalità;

– i miei prodotti sono realizzati con filati dell’ Economia Rurale e con fibre nobili (VERA ortica, merino, alpaca, lama, yak, ecc) per cui estremamente consapevoli del concetto e del valore della qualità. La qualità non può avere il prezzo dell’ articoletto da bancarella cinese e questa è una realtà che non si può contestare. Le persone attente ai loro acquisti, quelle che guardano la qualità anziché la quantità sono persone che spendono i loro soldi in maniera consapevole;

nei miei prodotti non ci sono materie prime che provengono da fondi di magazzino o da canali irrispettosi dei diritti umani per cui è molto apprezzato il fatto delle collaborazioni con i vari Progetti Solidali e il fatto che non vi sia sfruttamento di lavoro minorile o femminile (visto che in Italia si parla tanto delle violenze sulle donne!) così come non vi sia maltrattamento animale;

– non sia una realtà chiusa in se stessa ma vi siano rapporti e collaborazioni con simili piccole realtà artigianali come altri piccoli produttori tessili;

– il mio lavoro si basi su tradizioni e tradizionalità, questo è visto come un valore aggiunto in un capo di mia produzione perché parla anche di questo: di rendere attuali le tecniche produttive di “una volta”;

– ogni singolo articolo sia stato realizzato con amore, con pazienza, con cura e non con la frenesia tipica di chi argina la qualità del prodotto a favore di un prezzo più basso;

– soprattutto le persone che comprano da me sono persone che sanno che avranno un capo di lunga durata, di estrema qualità ma soprattutto realizzato da mani artigiane e non da un’ operaia di qualche multinazionale… sono persone che, con i loro acquisti, aiutano e sostengono me ma anche l’ economia di questo strampalato paese. Concludendo sono persone che hanno ancora dei valori.

Moltissimi dei miei filati vanno fuori confine dove sono apprezzati per la filiera produttiva trasparente e manuale, per la tintura con pigmenti autoprodotti, per la qualità del filato. E’ pregio di pochi inviare i propri filati in California piuttosto che in Danimarca… ma il consumatore consapevole estero è una persona decisamente più attenta dell’ italiano che bada solo a comperare 10 maglie scadenti piuttosto che una sola e di qualità. Questa pecca, purtroppo, la lasciano al Belpaese! E ne stiamo raccogliendo le conseguenze con un numero di Artigiani sempre minore, questa è responsabilità e colpa di tutti!

A febbraio con l’ animale misterioso: l’ alpaca!

Un sincero ringraziamento Ad Alessandra che con la sua fantasia ed ironia riesce sempre a rendere unica ogni creazione di Vestire Biologico, anche un semplice paio di guanti! Inoltre un grazie di cuore per la cura e la passione con cui cura la parte delle traduzioni in inglese. Ale, simpatico folletto, TVB!!!

2. Patrizia –Trento- con un maglione Vestire Biologico, creazione AI 2014 in Merino50% e Yak50%
2. Patrizia –Trento- con un maglione Vestire Biologico, creazione AI 2014 in Merino50% e Yak50%
3. Alessandra –Verona- e la sua fantasia: guanti in merino/angora da lei resi unici con i bottoni realizzati in Morinda Tintoria, giacca Vestire Biologico - creazione AI 2014, baschetto in lana Brogna 100% tinta a mano con Robbia Tintoria in effetto sfumato con decorazione di bottoni realizzati a mano da noi.
3. Alessandra –Verona- e la sua fantasia: guanti in merino/angora da lei resi unici con i bottoni realizzati in Morinda Tintoria, giacca Vestire Biologico – creazione AI 2014, baschetto in lana Brogna 100% tinta a mano con Robbia Tintoria in effetto sfumato con decorazione di bottoni realizzati a mano da noi.

Who do we work for: PEOPLE, not customers!

In January the days are definitely rigid and there is a lot of work to do at the pasture, for one, bringing water with tanks because the spring is frozen. After the pasture there is the gathering of barks of the trees that have been marked or cut down which will become fabulous colors… inevitably nice little branches fall into my baskets which, after many months, will become a cute set of hand made buttons. In the evening, the heat of the wood stove delights, comforts and warms us with its yellow-orange color that fills the spirits with many and good expectations for the new year, expectations that are not big but simple and aimed at tranquility and at serenity. As anticipated in November, on this blog, beginning next month, every month there will be the description of a textile fiber. There is a desperate need for this in that the ignorance in the textile field reigns sovereign even in blogs that discuss… textiles! Not to speak of the real world where merrily unconscious people buy viscose passed off as linen or hemp, wild tibetan nettle passed off as italian nettle, bamboo viscose as pure bamboo yarn. Unfortunately there is great ignorance and unfortunately again it seems that informing oneself is just too difficult! Just think that people use alpaca wool without even knowing what animal it comes from… I will mention only three definitions, out of I don’t know how many, regarding this animal that I heard from adults: “an animal typical to the Alpine fauna”, “a breed of sheep”, “a dog breed”… and we are speaking of alpaca, a commonly used yarn!

Going back to January. I was looking for an interesting topic to speak about and remembered a question I was asked last month by a journalist during an interview following a speech given during “the Artists’ Fabric”.

The reporter asked me who the typical customer of Vestire Biologico or Filati Biologici was.

Undoubtedly they are not “customers” but people who know how to recognize and appreciate the fact that:

– my products are not mass produced “things”, from the simple yarn to the knitwear and therefore they are people who do not follow what the masses wear but people with attitudes oriented towards the durability in time rather than the fleeting and passing dictates of fashion which standardizes and makes everyone the same, people with great uniqueness and personality;

– my products are made with yarns from the Rural Economy and with noble fibers (REAL nettle, merino, alpaca, lama, yak, etc.) and therefore extremely conscious of the concept and of the value of QUALITY. Quality cannot have the same price as the cheap Chinese stand item and this reality cannot be questioned. The people who pay attention to their purchases, those who look at the quality rather than the quantity, are people who spend their money in a conscious way;

– my products do not have prime materials that come from unsold stock or from channels disrespectful of human rights, therefore collaborations with various Ethical Projects is very much appreciated and the fact that there isn’t exploitation of minors or women (given that in Italy there is so much talk about the violence on women!) just as there is no animal abuse;

– it is not an enterprise closed within itself but has relations and collaborations with similar small artisan enterprises and other small textile producers;

– my work is based on traditions and traditionalism, this is viewed as an added value in an item I produce because it speaks about this too: making the “old time” productive techniques current;

– every single item is realized with love, patience, care and with the typical frenzy of who contains the quality of a product in favor of a lower price;

– above all, the people who buy from me are people who know that they are buying an item that will last a long time, of extreme quality but most of all that it was handcrafted and not made by a laborer in a multinational company… they are people who, with their purchases, help and support me but also the economy of this screwball country. In conclusion, they are people who still have values.

Many of my yarns are exported outside of the Italian border where they are appreciated for their transparent and manual production traceability, for the self-produced dyeing pigments and for the quality of the yarn. Very few artisans have the honor of sending their own yarns to California or to Denmark… but the conscious foreign consumer is definitely more attentive than the Italian consumer who only cares to buy 10 mediocre sweaters instead of one but of good quality. Unfortunately they leave this weakness to the “Belpaese” (a nickname for Italy meaning the good country, but in this case it is used ironically)! And we are collecting the consequences with less and less Artisans and this is everyone’s fault and responsibility!

See you in February with the mysterious animal: the alpaca! 

 

2 Comments

  1. Simona Lunardi 27 maggio 2015 Reply

    Bravi finalmente ho trovato i filati biologici perchè mia figlia è allergica a pressapoco quasi tutti i tipi di lana e mi hanno detto ultimamente trovandomi in vacanza in un hotel marlengo di provare con dei filati biologici ma che non è facile trovarli. Ora devo andare con lei dal dottore e gli chiederò cosa ne pensa.

    • Michela 22 settembre 2015 Reply

      Non mi risulta, consultando anche il ministero della sanità, che esista l’ “allergia alla lana”. Casomai esistono allergie alle sostanze chimiche con cui questa viene trattata.
      Saluti a sua figlia e ovviamenre al dottore. 🙂
      Michela

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