Sito ufficiale dell' Associazione Culturale di Tintura Naturale e Popolare FRANCO BRUNELLO

Una scelta mirata: la pecora brogna

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa storia della pecora Brogna si perde nella notte dei tempi. Originaria della Lessinia è conosciuta anche come “pecora dal muso rosso”. Per cercare di avere una ricostruzione storica attendibile mi sono affidata alla memoria di vecchi allevatori che sono più affidabili di scritti faziosi e settari. In antichità alcuni allevatori di pecore Brogne, risalendo il confine Trentino sono giunti sull’ Altipiano di Asiago attraverso sentieri e percorsi naturali che si trovano sul Monte Corno. Da qui si sono diffuse sull’ Altipiano (che allora ancora non era ad uso e consumo delle vacche da latte per il formaggio Asiago) dove però hanno trovato l’ ostilità dei pastori e degli allevatori della pecora Fozana o “pecora di Foza” tipica dell’ Altipiano e compresa anch’ essa nei progetti di recupero di razze autoctone in via d’ estinzione (solo che gli attuali esemplari, finiti i fondi, non si sa bene che fine abbiano fatto e si può asserire, ascoltando fonti locali, che non fossero puri se non in misura dell’ 80%). Da qui la discesa in Valsugana dove l’ Arte della Lana era molto praticata (vista anche la favorevole posizione geografica della Valsugana, naturale corridoio tra il nord Europa e il Veneto) e dove ancora oggi si trovano i resti di antichi lavatoi. Particolarmente apprezzata per la carne dell’ agnello e per i formaggi la pecora Brogna forniva una lana dal pregio inimmaginabile. Dal medioevo in poi era la lana più ricercata, morbida e preziosa che forniva le vesti delle più importanti corti d’ Europa. L’ accesso alla Valsugana di pecore molto più redditizie come la Bergamasca ha fatto si che la pecora Brogna via via scomparisse. Attualmente esistono pochi capi distribuiti in pochi allevamenti da “reddito” ovvero mirati alla produzione di carne e di formaggi mescolati con latte vaccino. Non si hanno, attualmente, notizie documentate sull’ uso e l’ utilizzo della lana se non presso il nostro allevamento, dove ci distinguiamo per il recupero artigianale della lana in un discorso incentrato sul concetto di “economia rurale” dal gregge al consumatore.

parte del gregge di pecore brogne.

La pecora Brogna è un animale rarissimo dall’ aspetto bello e gentile, dalla storia antica e misteriosa, con testa e zampe rosse e privo di corna, anche nei maschi. Agile e senza particolari esigenze vive bene anche su pascoli poveri dove riesce a sfruttare qualsiasi cosa trovi. Ottima prolificità ha lo svantaggio delle nascite di maschi su femmine. Un agnello femmina lo si ha ogni 5 agnelli maschi. Particolarmente affettuosa questa pecora instaura un rapporto amorevole con chi elegge come “capo gregge”. Gli allevamenti della pecora Brogna sono sempre stati di piccole dimensioni (non più di una 50ina di capi) e stanzianti. Gli spostamenti erano limitati a zone vicine (da qui l’ ingresso in Trentino).

Il mio lavoro con la lana è sempre stato fondato sui principi della Tradizione Popolare. La tosatura avviene in maniera dolce (senza maltrattamento) e manuale. La lana, dopo la tosatura, viene cernita manualmente da noi e lavata come una volta in acqua tiepida e cenere di stufa per sbiancarla bene (lavorandola artigianalmente mantiene comunque la sfumatura rossastra tipica di questa razza) e sgrassarla a dovere. La filatura avviene in maniera meccanica presso la filanda, in Toscana, di un nostro amico che ancora utilizza macchinari ad acqua e meccanici. Questo ci consente di avere un prodotto davvero artigianale ma con lo “svantaggio” (per noi non lo è!) di avere un unico titolo di filato.

La lana, una volta filata, viene tinta a mano privilegiando i pigmenti della Tradizione Popolare. I manufatti vengono realizzati come una volta: le maglie e le sciarpe con i ferri in legno di cirmolo, le coperte e le sciarpe lavorate su telaio a 4 licci in legno di larice. Per la realizzazione dei capi in tessitura prendo spunto da un quaderno di famiglia scritto in ladino antico e recante oltre duecento modelli di motivi di tessitura con riportate le indicazioni del movimento dei pedali del telaio e tutti i passaggi. Il quaderno e gli schemi sono stati realizzati a mano con inchiostro di sambuco ed è stato rilegato dal calzolaio del paese (TESERO – Trento) a fine 1700. Proponiamo le nostre lane e i nostri prodotti artigianali nelle manifestazioni SERIE del Biologico e nelle manifestazioni inerenti l’ Artigianato. Essendo prodotti realizzati artigianalmente hanno l’ inconveniente di una non continua disponibilità… quando un capo è finito non ce n’ è più… e proprio questo è il bello dell’ artigianato, secondo me.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAI colori che propongo sono i colori che nascono dal mio vissuto, attraversano i luoghi che ho abitato e, in particolar modo, ho amato. Essi giungono al consumatore finale portando con se una storia. Non è facile mantenere i legami con il tempo… con le testimonianze della vita, delle tradizioni e del lavoro che apparteneva alle donne nostra storia, della MIA storia… I miei colori, nel limite del possibile, mantengono la memoria delle mie origini mantenendo un affetto indissolubile con le mie radici…

Il lavorare la lana in maniera artigianale ci ha messo in luce, presso i consumatori più attenti, come un piccolo allevamento familiare, attento all’ artigianalità e al rispetto degli animali, presso consumatori stranieri che amano il VERO artigianato tessile e serviamo anche persone molto problematiche come quelle affette da MCS (disturbo da multi sensibilità chimica). Oltre alla lana delle mie pecore lavoro la lana dei pastori locali che altrimenti butterebbero e di alcuni pastori che mi conferiscono lana di pecora fiemmese.

A presto con altri interessanti articoli!

Michela Musitelli

2 Comments

  1. Stefania Dondi - tintora e tessitrice 11 Giugno 2014 Reply

    Compero la vostra bellissima lana da anni e per me lana Brogna vuol dire solo una parola: MICHELA. Sei stata la prima a credere nel recupero delle lane autoctone quando nessuno si immaginava di farlo e questo tuo amore per la tradizione va solo che premiato anche vista la mole di lavoro manuale che fai. Salutami le ragazze rosse e una coccola grande grande alla tua mitica Rotella. Stefania.

  2. Federica - Vicenza 6 Febbraio 2015 Reply

    Ho comperato la mia prima matassa di lana brogna quando ancora avevate il negozio qui a vicenza. Adesso pare sia “una moda” proporre lana di questa varietá. Mi devo ricredere. Im Italia ci sono persone che hanno spirito d intraprendenza e persone che sanno solo percorrere le strade giá aperte dagli altri. Ho voluto provare anche la lana di altre proposte ma nulla a che vedere con la vostra. Nelle mani si sente la mancanza di lavoro manuale e di amore per la tradizione. Non parlo delle tinre che rispetto alle vostre sono decisamente più scadenti, meno belle e meno brillanti. Con affetto continuerò a sferruzzare solo la vostra lana. Federica – vicenza

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